 |
|
Spiaggia
e collina |
|
|
| |
|

Home
Page
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
 |
|
Ponte
medievale |
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
 |
|
Oratorio
di S. Chiara |
|
|
|
|
La graziosa cittadina del Golfo Paradiso, primo comune autonomo, procedendo da Genova verso Levante, comprese le due frazioni di Sessarego e San Bernardo-Poggio Favaro, ora collegate da comode strade carrozzabili con il centro, conta attualmente 4.618 abitanti.
Bogliasco vanta antiche origini, anche se le notizie sono assai scarse; questa carenza di dati é dovuta
principalmente al saccheggio dell'archivio Municipale operato durante l’occupazione francese e napoleonica.
Il nome di Boglìasco si riallaccerebbe all’antico termine pre-romano e ligure "asca" o ‘asco", che secondo gli
studiosi significa "corso d’acqua", ruscello, torrente, fossato.
Per la prima parte dei nome si é pensato a "buzu", che vuoi dire "gorgo profondo" e quindi dalla unione delle due
parole, Bogliasco starebbe a significare "torrente a buchi"o "torrente a gorghi". Secondo altri etimologisti il nome
deriverebbe da "Buggi" (alveari) fondandosi sulla tradizione popolare che l’apicoltura nei tempi remoti era assai
fiorente o sviluppata nel paese e specialmente nella località che ancora oggi si chiama "Buggi".
Un'altra opinione parle di "Buggi"come acqua che "bolle" o che "ribolle" e cio' per le piccole e numerose cascate,
che si trovano nel corso del torrente, quando è nella stagione delle piogge.
Esistono anche altre ipotesi che quella che indica Bogliasco derivante dal Dio Baal, ma che non è il caso di
approfondire, in quanto fantasiose ed inverosimili.
Il nome del nostro paese si trova citato in numerosi documenti medioevali del XII secolo, ove sempre compare il
termine latino "Bogliascum" o "Boliascum" che in ultima analisi poi potrebbe essere il vero nome originario della
cittadina.
Fra i primi documenti relativi a Bogliasco si può ricordare che noI 1188 é menzionato un tale Oberto che vuoi essere
sepolto nella chiesa di Bogliasco e nell' 1190 un certo Bonifacio da Bogliasco che veleggiava alla volta della
Sardegna.
L'origine dell'abitato pare però risalire ad epoca anteriore: Il console M. Emilio Scauro noi 109 a.c. fece
costruire la strada romana che univa Pisa a Vado, che tuttora attraversa Bogliasco o che in precedenza fu chiamata
Emilia di Sauro e di seguito diventa l’attuale Aurelia.
Lungo la suddetta strada fin dai tempi di Cesare Augusto esistevano "stationes" per il cambio dei cavalli e per i
posti di guardia. Queste "stationes" di solito erano situate dove esistevano porticcioli naturali, che il poggi
definiva "portixeu", ebbene non si potrebbe del tutto escludere che Bogliasco fosse proprio uno di questi.
Esiste un atto notarile antecedente il 1110, ove l'abate di Torriglia dava in affitto terre "in litore Bogliasco",
risulta dunque provato con una certa sicurezza che già prima del 1000 Bogliasco esisteva come centro di pur piccola
comunità.
Il ponte romano (tuttora così definito), anche se medioevale, è un ulteriore conferma di quanto affermato;
vicino ad esso fu poi costruito un ospedale per i pellegrini, dedicato a San Bartolomeo. Dell'ospedale non resta che
un bassorilievo rotondo di marmo con l'effige di S.Antonio.
Gli abitanti di Bogliasco erano abili navigatori e si ricorda che il 12 Aprile 1264 un tale Pietro da Bogliasco
prendeva a nolo a Genova una barca di sedici remi per dare la caccia ai fautori di Carlo Angiò. Un costante pericolo
per i Bogliaschesi (boggiaschin in dialetto), erano i temibilissimi "Saraceni" e proprio per la difesa da questi
pirati venne costruito nel 1500 il Castello con una vera e propria torre di guardia, che ancora oggi si può
osservare in una abitazione privata, sovrastante la
spiaggia.
Nel 1809 a Bogliasco transitò Pio VII (Gregorio
Chlaramonti 1800-1823) in viaggio verso il suo esilio in terra di Francia, sotto la custodia del Col. Boissard; a
ricordo dell’ avvenimento una annotazione è posta alla fine dei Registri dei Battesimi, Matrimoni e Morti daI 1738
al 1809 conservati nella Chiesa Parrocchiale.
Tramontato senza tanti rimpianti il fulmine napoleonico l’11 aprile 1814 le truppe inglesi ai comandi di Lord
Bentink entrarono a Bogliasco e lo stesso Ammiraglio alla mattina alle 8, salì sul campanile e fece innalzare la
vecchia bandiera genovese al suono di tutte le campane e tra il tripudio della popolazione.
Bogliasco, come Genova e tutta la Liguria, fu poi incorporato nel Regno di Sardegna e subito subito si fecero
sentire i benefici effetti di una amministrazione
interamente italiana. Nel 1817 fu realizzata la strada
carrozzabile e nel contempo le abitazioni raggruppate vicino alla spiaggia, si allargarono notevolmente lungo tutta
la strada e si andarono così formando i quartieri che tali sono ancora oggi e cioé "Cantu, Canne, Rissuolo e
Pontetto".
Nel 1880 venne realizzato l’acquedotto pubblico, sempre in quell’anno cominciò a funzionare la ferrovia che venne
raddoppiate nel 1917.
Dopo aver illustrato le caratteristiche di Bogliasco è doveroso un cenno anche alle frazioni. Sessarego o Ceserìego,
che alcuni storici vogliono essere stato il primo nucleo del paese, é la frazione più antica. Si eleva a 263 mt. sul
mare ed il suo centro rimane nascosto dai monti che lo circondano e per questo è molto probabile che sorgesse
all’epoca delle scorribande saracene.
Il primo documento che parla si Sessarego è molto antico e risale all’anno 877 ed é ricordato da Gerolamo Serra che
cita "Sancte Maria de Cesarego defende nos in prelio".
La chiesa di Sessarego é parrocchia ed é dedicata alla
Madonna della Neve ed all’Ascensione, e conserva una venerata statua della Vergine.
San Bernardo e Poggio Favaro possono considerarsi un’unica frazione, tanto é vero che la loro storia coincide e sono
state unite a Bogliasco solo alla fine della II guerra mondiale.
Hanno la chiesa in comune costituita da un’unica
navata con tre altari, ristrutturata nel 1870 e nel 1919.
La Chiesa parrocchiale di Bogliasco é dedicata alla Natività di Maria Santissima, risale al XII secolo e fu
interamente ricostruita dal 1731 al 1737 dal famoso architetto Antonio Maria Ricca, di cui costituisce forse il
capolavoro. Al suo interno opere di grande valore artistico fra cui un Crocifisso del Maragliano ed una tela
attribuita a Giovanni Andrea De Ferrari ed altre minori non meno interessanti.
Pregevoli anche l’Oratorio di S.
Chiara del 1403 (Crocifisso del Maragliano) e la cappella di N.s. delle Grazie (1925), costruita sull’antico
cimitero.
Sulle alture di Bogliasco, ma nel Comune di Pieve, il Santuario di S. Croce, piuttosto antico e meta di
gite e pellegrinaggi.
 |
Prof. Prospero Schiaffino (Storico di
Bogliasco)
Le notizie sono tratte dal libro
"Storia di Bogliasco" del Prof. Prospero Schiaffino.(Ed. 1997) |
|